Gli elicotteri militari continuano a precipitare, sempre per cause meccaniche, motivi inspiegabili o incidenti. Non vengono mai abbattuti in zona di guerra, non si pone mai il problema se sia necessario che i voli di addestramento avvengano vicino a zone abitate

martedì 31 maggio 2005

Iraq, morte tra i soldati italiani, elicottero cade nella tempesta a Nassiriya

Sono incappati in una tempesta di sabbia i quattro elicotteristi italiani morti a Nassiriya nello schianto del loro velivolo. Il comando delle nostre forze impegnate in Iraq ha escluso l' ipotesi di un attacco dei ribelli. Lutto in quattro famiglie. L' incidente, che ha fatto salire a 31 i caduti italiani in Iraq e ha portato il dolore in quattro famiglie, è accaduto intorno alle 23 di lunedì notte. I quattro elicotteristi dell'esercito, il colonnello Giuseppe Lima, il capitano Marco Briganti e i marescialli Massimiliano Biondini e Marco Cirillo, stavano rientrando alla base con il loro AB 412 dopo aver accompagnato un collega all'aeroporto di Kuwait City.

L' ipotesi di un attacco come causa principale dello schianto sembra esclusa.
L' inchiesta quindi si concentrerà sulla questione dei filtri antisabbia e dell'addestramento al volo notturno. Con la stessa domanda di fondo, ripetuta ormai da due anni: la missione italiana ha mezzi e preparazione adeguati alla spedizione irachena?

« Non voglio lucrare su questa storia anche perché in questa ennesima tragedia ho perso due amici. Ma i nostri comandanti sanno cosa è successo, sanno quante ore di addestramento avevano fatto prima di questo drammatico volo » . L' ufficiale frena a stento l' ira. E' uno dei quattro ad avere rifiutato la missione in Iraq nel 2004. « Questi elicotteri non hanno difese anti missile adeguate - aveva denunciato - e la nostra preparazione alle azioni notturne è stata frettolosa »

fonte:

Nessun commento: